La pesca sportiva


Fin da bambino, ho sempre amato l'attività alieutica per quel senso di libertà e di mistero nello stesso tempo, che si percepiscono a praticare la pesca.
La pesca,  infatti, non consiste  nel catturare  una più o meno grande  quantità di pesce  (anche se ciò è senz'altro gratificante), ma nell'immergersi nella natura sapendo leggere l'acqua, intuendo il ritmo delle stagioni e nel saper comprendere la vita, le abitudini ed i gusti dei nostri amici pinnuti.
Sono  questi i motivi per cui nella pesca c'è ampio spazio per l'ignoto; il giorno  in cui si trovasse un sistema perfetto e sicuro di cattura, non legato alle  valutazioni  personali  sul dove,  come  e  quando,
 verrebbe  a

          Pesca al coregone nel lago di Como

mancare il fascino della pesca che potrebbe rimanere solo una arida attività commerciale e non certo una gratificante attività sportiva.
Sarà per me un vero piacere poter scambiare con altri amici appassionati, ricordi, esperienze e consigli che sono il presupposto per andare avanti a comprendere sempre meglio l'affascinante mondo subacqueo.

Le mie esperienze riguardano sia la pesca in acque dolci, sia in mare. Per quest'ultime tratterò alcune esperienze vissute, che troverete cliccando nel sottostante "link":

-   Pesca in mare;
con la speranza che possano ancora arricchirsi per i preziosi consigli degli amici pescatori .
 

Nella foto a sinistra potete ammirare un esemplare di pesce (Barbus sp.) autoctono dei fiumi che scendono dall'Himalaia.

Nella foto a destra, una giornata di pesca nella parte Nord-orientale del Pakistan, sulle rive del fiume Jhelum, affluente del Chenab che a sua volta si getta nell'Indo.
Confesso di aver provato una strana sensazione a percorrere le rive del fiume (l'antico Hydaspes) che vide le gesta di Alessandro Magno durante la campagna contro Poro nel 326 a. C.!
Tra l'altro il paesaggio non sembra cambiato poi molto!


 

 

                                      

p.guidoni@iol.it